Wikileaks, polizia Usa sulle tracce dei collaboratori di Assange

Con un ordine della magistratura, la polizia statunitense ha ottenuto la possibilità di reperire informazioni provenienti dagli account di posta elettronica di un collaboratore di Wikileaks: si tratta di Jacob Appelbaum, un 28enne appartenente ad una comunità virtuale capace di fornire gratuitamente software per la protezione dell’anonimato durante la navigazione su internet.

Questo software (chiamato TOR, The Onion Router) è usato soprattutto nei paesi in cui l’uso di Internet è ristretto e posto sotto il controllo delle autorità, ma il suo utilizzo è suggerito anche ai collaboratori di WikiLeaks per proteggere la loro identità quando inviano al sito informazioni riservate.

A fornire i dati richiesti dalla polizia, saranno il motore di ricerca Google e l’internet provider Sonic: il primo si è rifiutato di dare spiegazioni sulla vicenda, il secondo invece ha detto di essersi opposto all’ordine governativo ma di aver perso la causa e di essere stato obbligato a fornire le informazioni richieste. Di recente anche twitter ha rifiutato di rendere noti i dati personali di Appelbaum e di altri due utenti in seguito alla richiesta di un tribunale. Il materiale fornito da Google e Sonic non riguarderà i contenuti delle mail inviate da Appelbaum, ma solamente i mittenti e le date delle comunicazioni. A rendere nota la notizia, un’inchiesta del quotidiano americano The Wall Street Journal. Secondo quanto rivelato dal quotidiano, l’ordine risalirebbe al 4 gennaio 2011 quando il dipartimento di Stato impose a Google di fornire l’inidirro IP dal quale Appelbaum si connetteva alla sua casella di posta Gmail e tutte le mail e gli indirizzi IP delle persone con cui il ragazzo aveva comunicato dal 1 novembre 2009.

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