WikiLeaks, Corte suprema Londra valuterà appello Assange

Pubblicato il 16 dicembre 2011

Londra (Regno Unito), 16 dic. (LaPresse/AP) –  La Corte suprema britannica ha accettato di valutare l’appello contro l’estradizione in Svezia del fondatore di WikiLeaks Julian Assange. Tre giudici della Corte suprema hanno esaminato il documento scritto consegnato dal fondatore di WikiLeaks e deciso di procedere con l’appello, le cui udienze inizieranno il primo febbraio e dureranno due giorni. Questo significa che anche se Assange dovesse perdere non sarà estradato a Stoccolma prima dell’anno prossimo. Il tribunale “ha deciso che sette giudici riesamineranno il caso vista la grande importanza pubblica che il caso ha sollevato”, ovvero se un procuratore abbia o meno l’autorità di chiedere un’estradizione. In un’udienza di febbraio a Londra, il giudice Howard Riddle aveva determinato che Assange poteva essere estradato in Svezia per rispondere alle accuse, rifiutando la posizione dei suoi avvocati difensori secondo i quali non avrebbe avuto un processo giusto nel Paese baltico. Il fondatore di WikiLeaks ha poi deciso di appellarsi all’Alta corte che ha girato il caso nel tribunale di grado più alto, la Corte suprema. L’udienza di febbraio prossimo sarà la sua ultima possibilità all’interno del Regno Unito per evitare l’estradizione in Svezia, ma i suoi avvocati hanno già riferito che considereranno un ulteriore appello alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.
Il team di legali di Assange sostiene che polizia e procuratori, che hanno chiesto l’estradizione dell’australiano in Svezia per interrogarlo, non siano autorità giudiziarie indipendenti e quindi non abbiano il diritto di ordinare l’estradizione. A inizio dicembre, i giudici dell’Alta corte di Londra John Thomas e Duncan Ouseley hanno permesso ad Assange di presentare ricorso alla Corte suprema per determinare appunto se il processo per l’estradizione sia stato giusto. In ogni caso, Thomas aveva detto che le possibilità di successo di Assange “potrebbero essere incredibilmente deboli”.

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