Wikileaks attaccato: Internet risponde

Sono giorni interessanti per Julian Assange, Wikileaks e per la libertà di stampa.
Dopo che PayPal, MasterCard e PostFinance hanno congelato i conti di Wikileaks e dopo che Amazon e EveryDNS hanno scollegato wikileaks.org da Internet, anche Visa ha deciso di non accettare più donazioni al sito di Julian Assange.

Ma Internet non è rimasto in silenzio e ha reagito. Ha reagito nell’unico modo che conosce: con petizioni, diffondendo informazioni e con attacchi DDoS. Il risultato è stato che PayPal, MasterCard, PostFinance e Visa sono collassati per un periodo di tempo sotto l’attacco di Anonymous e che PayPal ha deciso di scongelare i fondi di Julian e di Wikileaks. Il risultato è che, a ora, ci sono quasi 1400 mirror di Wikileaks. È possibile che Julian e Wikileaks affondino, ma la censura si dimostrerà un fallimento. Se vi sentite coraggiosi potete mettere su un mirror anche voi: dalle istruzioni non sembra una cosa difficile.

Ma il vero scandalo è l’ipocrisia che circonda questo caso.
Mentre Amazon Web Services caccia Wikileaks dai propri server, Amazon vende i documenti di Wikileaks. Confusi? Anch’io!
Mentre il governo americano fa di tutto per zittire Wikileaks, il Dipartimento di Stato Americano ospita la manifestazione a favore della libertà di stampa. Confusi? Anch’io!


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