UNESCO: conferenza internazionale su WikiLeaks, ma senza WikiLeaks

Tiziana Gentile – mercoledì 15 febbraio 2012 20:19

Julian Assange denuncia la censura e lancia l’appello: “E’ tempo di occupare l’UNESCO”.

Alla vigilia della Conferenza internazionale su WikiLeaks che si terrà nei prossimi due giorni presso la sede dell’UNESCO a Parigi, Julian Assange denuncia la censura da parte dell’organizzazione delle Nazioni Unite per aver impedito a esponenti dell’organizzazione di partecipare e spiegare le proprie scelte. Gli interventi previsti sono tutti di oppositori dell’organizzazione di Assange, ma la scelta è stata paradossalmente giustificata come un “esercizio della libertà di espressione”.

“L’UNESCO si è preso gioco dei diritti umani internazionali. Utilizzare “la libertà di espressione” per censurare WikiLeaks da una conferenza su Wikileaks è un assurdo orwelliano. Questo è un abuso intollerabile della Costituzione dell’UNESCO. E’ tempo di occupare l’UNESCO”, ha dichiarato Assange in un comunicato stampa di WikiLeaks, come di consueto annunciato su Twitter.

Assange venuto a conoscenza della conferenza su WikiLeaks, senza che alcun suo rappresentante fosse stato invitato, aveva provato a mettersi in contatto con gli organizzatori per chiedere di partecipare. L’UNESCO aveva trasmesso la lettera di WikiLeaks a Ronald Koven del World Press Freedom Committee con sede in Virginia, negli Usa. La decisione finale era stata l’esclusione del soggetto che era oggetto della conferenza. “L’obiettivo principale di questa conferenza non è parlare di WikiLeaks in quanto tale, ma sulle implicazioni delle sue azioni per il futuro del giornalismo professionale”, ha dichiarato Koven, portavoce del WPFC, giustificando il rifiuto. Il nome di Ronald Koven compare ripetutamente nei cablogrammi pubblicati da WikiLeaks e viene descritto come il controllore degli Usa sulle attività dell’UNESCO da oltre 30 anni. Una risposta simile era arrivata ad una successiva richiesta di WIkiLeaks anche a Sylvie Coudray, che si occupa proprio della libertà di espressione presso l’UNESCO: “Il signor Koven ha già risposto ad alcune delle vostre domande. Posso sottolineare che la conferenza è ‘sul giornalismo’ alla luce delle situazioni che si sono create con WikiLeaks e News of the World, e non riguarda gli episodi in sé”. Tra i relatori non ci saranno solo oppositori dell’organizzazione ma, sottolinea Assange, anche 4 persone che hanno in sospeso situazioni di contrasto e contese legali.

Anche Kristinn Hrafnsson, giornalista islandese e portavoce di WikiLeaks, ha espresso costernazione per l’esclusione: “l’UNESCO ha il dovere di assicurare equità e equilibrio nelle questioni che si discutono sotto la bandiera dell’organizzazione. È ovvio che in questo caso non è così, data la selezione dei relatori. Questo è da un lato una vergogna per l’UNESCO, dall’altro un potenziale danno per WikiLeaks”.

Julian Assange chiede che venga avviata un’inchiesta immediata sull’UNESCO, i cui compiti dovrebbero essere “la promozione della libertà di espressione, della libertà d’informazione e della libertà di comunicazione”, e che invece “è diventato uno strumento di censura. L’UNESCO deve dimostrare che i giochi di potere in stile guerra fredda da parte degli Stati Uniti, o qualsiasi altro paese, non sono più accettabili “.

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