Posts Tagged ‘Dipartimento di Stato Americano’

Sono giorni interessanti per Julian Assange, Wikileaks e per la libertà di stampa.
Dopo che PayPal, MasterCard e PostFinance hanno congelato i conti di Wikileaks e dopo che Amazon e EveryDNS hanno scollegato wikileaks.org da Internet, anche Visa ha deciso di non accettare più donazioni al sito di Julian Assange.

Ma Internet non è rimasto in silenzio e ha reagito. Ha reagito nell’unico modo che conosce: con petizioni, diffondendo informazioni e con attacchi DDoS. Il risultato è stato che PayPal, MasterCard, PostFinance e Visa sono collassati per un periodo di tempo sotto l’attacco di Anonymous e che PayPal ha deciso di scongelare i fondi di Julian e di Wikileaks. Il risultato è che, a ora, ci sono quasi 1400 mirror di Wikileaks. È possibile che Julian e Wikileaks affondino, ma la censura si dimostrerà un fallimento. Se vi sentite coraggiosi potete mettere su un mirror anche voi: dalle istruzioni non sembra una cosa difficile.

Ma il vero scandalo è l’ipocrisia che circonda questo caso.
Mentre Amazon Web Services caccia Wikileaks dai propri server, Amazon vende i documenti di Wikileaks. Confusi? Anch’io!
Mentre il governo americano fa di tutto per zittire Wikileaks, il Dipartimento di Stato Americano ospita la manifestazione a favore della libertà di stampa. Confusi? Anch’io! Read the rest of this entry »

11/11/2011

Un giudice federale ha “dato ragione” al dipartimento di Stato

New York, 11 nov. (TMNews) – Un giudice federale ha ordinato a Twitter di consegnare al dipartimento di Giustizia americano informazioni su tre iscritti al microblog, indagati per possibili legami con WikiLeaks, il sito di Julian Assange che lo scorso novembre divulgò documenti segreti del dipartimento di Stato americano.
Il caso aveva suscitato l’attenzione dei media perché il dipartimento di Giustizia aveva ricercato le informazioni senza un mandato di perquisizione.
Sulla base di una legge del 1994, lo “Stored Communication act”, il governo ha chiesto a Twitter di fornirgli gli indirizzi Ip di Jacob Appelbaum, un americano esperto di sicurezza informatica, dell’olandese Rop Gonggrijp e di Birgitta Jonsdottir, un membro del parlamento islandese.
Attraveso gli indirizzi Ip si può localizzare dove si trova il computer dal quale una persona ha acceduto a internet.
Come riportato dal New York Times, Dopo essere stati informati da Twitter della richiesta da parte del dipartimento di Giustizia, i tre utenti si sono rivolti alla Corte distrettuale degli Stati Uniti di Alexandria, in Virginia, sotenendo che i loro indirizzi Ip fossero informazioni private e che la richiesta da parte del governo americano fosse troppo generica e non legata a WikiLeaks.
Ma ieri il giudice Liam o’Grady ha detto che gli utenti di Twitter espongono “volontariamente” i loro indirizzi Ip quando creano un account sul microblog e quindi rinunciano alle loro aspettative sulla privacy.
Twitter dovrà dunque consegnare le informazioni su Appelbaum, Gonggrijp e Jonsdottir al governo americano.

http://www.primaonline.it/2011/11/11/97836/wikileaks-usa-twitter-deve-dare-informazioni-su-tre-utenti/