Serpico pro Assange

Dimmi chi sono i tuoi amici e ti dirò chi sei, ecco qui una notizia che conferma l’assunto: anche Serpico sostiene Assange.
Sì, proprio lui, Frank Serpico, il mitico poliziotto anticonformista italoamericano (75 anni) reso immortale dal biopic di Sidney Lumet interpretato da Al Pacino (1973).
In una intervista dell’inviato Angelo Aquaro pubblicata sul Venerdì di Repubblica (23/09/2011, pp. 24-29), Serpico, che dopo le dimissioni dalla polizia nel 1972 e un trentennio trascorso in esilio tra Europa e Sudamerica vive a Harlemville (a 3 ore da New York), ha espresso un giudizio molto netto su Assange. Alla domanda “Il suo amico Ellsberg (l’uomo dei Pentagon papers, i fascicoli segreti sul Vietnam passati al New York Times) è diventato un paladino di WikiLeaks: condivide?”, Serpico risponde così: “Eccome. Questo Julian Assange non lo conosco di persona. Ma vi pare che appena squaderna i segreti del mondo lo incastrano con quell’accusa di violenza sessuale? E dai…”
Una dichiarazione, quella del “for ever young” Frank (impossibile definirlo “vecchio”!) che in fondo non stupisce, se si considera il suo curriculum, che comprende una lotta senza quartiere alla corruzione dilagante alla fine degli anni Sessanta nelle fila della polizia di New York, una lotta coronata dall’istituzione di una Commissione d’inchiesta che fece epoca e che finì per costargli quasi la vita.
Pochi mesi dopo le indagini, infatti, il 3 febbraio 1971, durante un blitz antidroga a Brooklyn, Serpico viene colpito alla tempia da una pallottola che lo lascera privo dell’udito dall’orecchio sinistro: i suoi colleghi lo abbandonano in un lago di sangue e i soccorsi arrivano fortunosamente su segnalazione di un passante. Serpico sopravvive, ma capisce che la sua permanenza nella polizia non è piu possibile. Si ritira ed entra nella leggenda.
Sì, Assange può essere orgoglioso di avere un sostenitore come lui.

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