Julian Assange e WikiLeaks ci avvisano che siamo tutti controllati da internet, telefoni e virus Trojan

2 dicembre 2011 – Autore: Simo

Dopo un lungo periodo di silenzio, Assange torna con 287 nuovi file-denuncia che rivelano un guadagno di miliardi di dollari l’anno tramite un business segreto. L’associazione WikiLeaks lo definisce come “sistema di intercettazione di massa”, nel quale sarebbero coinvolte all’incirca 130 società, tra le quali ne compare anche una italiana: la Hacking Team, che ogni anno pecepirebbe 5 miliardi di dollari. Il sistema presentato, capace di violare tanto Android quanto Blackberry ed iPhone, è Remote Control System 5.1. Questo registra tutti i dati rinvenuti nei dispositivi (e lo fa anche qualora questi fossero criptati). In questo modo i telefoni diventano vere e proprie spie nelle mani degli ignari utenti. L’azienda dichiara sul proprio sito che il fine di questo sistema è quello di vendere alla polizia gli strumenti per combattere il crimine. Durante la conferenza stampa di presentazione degli Spy Files, Julian Assange ha fornito una spiegazione dettagliata di questo sistema di intercettazioni. Sappiamo così che le società di sorveglianza producono virus Trojan che assumono il totale controllo dei device, registrando tutto – uso, movimento, immagini e suoni che si verificano nella stessa stanza. Ci spiega insomma che “tutti siamo spiati” ed è arrivato il momento di prenderne coscienza. Il rapporto pubblicato conferma che non c’è alcun controllo in questa industria, per cui le nostre telefonate possono essere intercettate silenziosamente e intelligence, forze militari e polizia possono accedere ai nostri computer senza l’aiuto dei provider di telecomunicazione. E’ possibile anche stabilire l’esatta localizzazione degli utenti provvisti di cellulare, anche quando questo è in standby. Una mappa interattivaci rivela la diffusione del fenomeno descritto.

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