Indignados, protesta globale. A Londra c’è Assange

Tutti in piazza dalla Nuova Zelanda a New York: 900 cortei

A Madrid i manifestanti provano a coinvolgere anche il principe Felipe. Si contano i primi arresti negli Stati Uniti. A Tokio la parola d’ordine è ‘no al nucleare’.

15 ottobre 2011 – E’ iniziata a Oriente la protesta globale degli indignados che, tra oggi e domani, diromperà in più di 900 proteste in oltre 80 paesi in tutto il mondo.

Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, con gli 'indignados' a Londra (Reuters)

LONDRA – Alla protesta di Londra si è unito anche Julian Assange. Il fondatore di Wikileaks, a cui la polizia ha impedito di indossare una maschera (come di solito fanno i manifestanti), è stato accolto trionfalmente dall folla che ha ripetutamente scandito il suo nome. Una dei suoi legali, Jen Robinson, ha commentato su Twitter: “Noi non possiamo indossare una maschera per renderci anonimi, mentre questo  è consentito ai conti bancari in Svizzera”.

MADRID – Gli indignados spagnoli, i primi che che dal 15 maggio hanno dato il via al movimento globale dalla Porta del Sol di Madrid, hanno invitato il principe delle Asturie ed erede al trono, Felipe, a unirsi alla manifestazione per le strade dellla capitale. Lo riferisce il britannico Guardian che ha pubblicato un video del momento dell’incontro tra Felipe e i manifestanti. A Madrid sono sei i cortei, tutti sono confluiti in Plaza de Cibeles.

GERMANIA – Migliaia di indignados sono scesi in strada anche in Germania. Oltre alla manifestazione davanti alla sede della Bce a Francoforte, anche a Berlino e Monaco di Baviera si sono radunate migliaia di persone che protestano contro l’avidità delle banche. In 5.000 sono partita dalla Alexanderplatz nella capitale diretti alla Porta di Brandeburgo, attraversando il centralissimo Unter den Linden (creato nella Germania imperiale per far sfilare le truppe del Kaiser). Obiettivo degli indignados berlinesi il palazzo della Cancelleria. Un imponente schieramento di polizia in assetto antisommossa ha circondato i palazzi del Potere tra cui la sede del Parlamento, il Reichstag. Altre manifestazioni sono in corso a Colonia, Amburgo, Hannover e Stoccarda.

IL RESTO DEL MONDO – Ma la solidarietà con il movimento americano Occupy Wall Street è iniziata nella notte in Nuova Zelanda dove centinaia di manifestanti hanno marciato per le strade delle principali città. A Wellington 200 persone hanno sfilato per la città e occupato la Civic Square dove intendono rimanere per una settimana. Proteste di massa anche ad Auckland e nell’isola di Christchurch.

In protesta anche la capitale della Corea del Sud dove il movimento ‘Occupa Seul’ ha bloccato tutte le strade del centro finanziario della città.
La protesta è comunque entrata già nel vivo anche negli Usa dove nella notte sono iniziati gli scontri con la polizia che hanno portato all’arresto di una cinquantina di persone. Tre manifestanti sono stati fermati a Denver: erano accampati davanti al Capitol building, altri 10 a Seattle, Washington e San Diego. Tensioni anche a New York dove sono state arrestate, nei dintorni di Wall Street circa 14 persone.

A Sidney 2000 persone, inclusi i gruppi aborigeni, i comunisti e i sindacati, hanno protestato davanti la Banca centrale di Australia. In mille hanno occupato la città di Melbourne guidati dall’organizzazione OccupyMelbourne.org.

Sull’onda del ‘No al nucleare’ hanno marciato gli indignados di Tokyo. I manifestanti sono arrivati fino alla centrale di Fukushima, epicentro della crisi, per chiedere un’interruzione immediata delle attività nucleari.

 

A Manila, nelle Filippine un folto presidio ha affollato l’area antistante l’ambasciata Usa con striscioni e slogan contro l’’imperialismo americano’. Proteste anche a Taiwan dove la manifestazione è stata guidata da un imprenditore, il presidente della Semiconductor Manufacturing Corp, Morris Chang, in protesta contro il gap tra ricchi e poveri del Paese.

PLAUSI DA SEAN PEAN – “Un applauso allo spirito di quello che sta succedendo a Wall Street“. Così Sean Penn, una delle star di Hollywood più impegnate sul fronte sociale e politico, ha espresso il suo sostegno al movimento di protesta degli indignati che oggi si sta mobilitando in tutto il mondo.

In particolare su ‘Occupy Wall Street’, il premio Oscar ha espresso la speranza che la grande risonanza data al movimento si accompagni “a una maggiore organizzazione, credo che sia necessario avere una certa pazienza prima che un movimento del genere sia organizzato”.

Redazione

http://qn.quotidiano.net/cronaca/2011/10/15/600927-indignados_partita_protesta_globale.shtml

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