Giornalettismo – “Detainee Policies”: Wikileaks e i manuali della repressione

“Detainee Policies”: Wikileaks e i manuali della repressione

Giornalettismo 25/10/2012 – I manuali di Guantanamo. Le istruzioni per gli interrogatori. Gli ordini estemporanei. Una fotografia dell’arcipelago gulag americano

Wikileaks comincia a pubblicare una raccolta di file intitolata “Detainee Policies”, i documenti che regolano la vita dell’universo carcerario parallelo costruito dagli USA all’estero

I DOCUMENTI – I ’Detainee Policies’ mostrano l’anatomia della bestia che è la detenzione dopo il 9/11, il ricavare uno spazio oscuro nel quale non si applicano le leggi e non esistono diritti, nel quale le persone possono essere detenute senza lasciare traccia a volontà del Dipartimento della Difesa statunitense. Dimostrano gli eccessi dei primi tempi di guerra contro uno sconosciuto “nemico” e come queste regole sono maturate ed evolute nel tempo, creando uno stato d’eccezione permanente, nel quale oggi si ritrovano gli stessi Stati Uniti, un decennio dopo”.

DICE ASSANGE – La nota di Wikileaks dice che nel prossimo mese saranno pubblicati in ordine cronologico le regole e gli ordini relativi al sistema detentivo americano nell’ultimo decennio. Tra i documenti ci sono manuali di procedura per gli interrogatori, le procedure previste per i campi di detenzione a Guantanamo, in Europa e in Iraq, singoli ordini e note esplicative, che negli anni hanno plasmato il modo con il quale gli Stati Uniti si sono relazionati con i “nemici”. Documenti che dimostrano una diffusa noncuranza per le convenzioni internazionali sul trattamento dei prigionieri di guerra e di quelli civili. Infatti è noto che per evadere la questione Washington abbia inventato un circuito a-giudiziario e penale dislocato fisicamente in altri paesi, nel quale e per il quale non vale nemmeno la costituzione americana.
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AI MEDIA NON INTERESSA  -Riferendosi al manuale su Guantanamo, che Obama aveva promesso di chiudere, Assange dice: “Questo documento è d’importanza storica. Guantanamo è diventata il simbolo dell’abuso sistematico dei diritti umani in Occidente, e per buone ragioni. Ma perché WikiLeaks ha già pubblicato tre anni delle sue procedure operative, mentre tutto il resto della stampa mondiale insieme non ne ha pubblicato neppure uno?” Wikileaks anche questa volta invita i giornalisti e le organizzazioni per i diritti umani a studiare la documentazione, corposa come al solito, e a pubblicare note e rilievi relativi ai punti più controversi e significativi, che non saranno pochi, avendo in mente la materia e la sua estensione.

WIKILEAKS IN PERICOLO – La pubblicazione del blocco di documenti relativo al trattamento dei “nemici” ha sicuramente rilevanza storica, ma è anche un modo tra le righe per richiamare l’attenzione sull’attività repressiva degli Stati Uniti, che tra i “nemici” e quanti sono sottoposti a pressioni al limite, e oltre, della legalità e della legittimità, annoverano anche Bradley Mannig e lo stesso Assange. I diritti dei quali non si può dire che siano stati oggetti di rispetto, Manning è stato tombato senza processo per anni e Assange è chiuso nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra mentre sul suo capo incombe una delle famose “incriminazioni segrete” che autorizzano le forze statunitensi a catturarlo o a richiederne l’estradizione. E a tombarlo ugualmente in attesa che qualcuno si degni di presentare un’accusa o spieghi che giurisdizione abbia il governo statunitense su un media straniero e sul suo rappresentante, colpevoli unicamente di aver pubblicato documenti segreti americani, il cui segreto ovviamente non può essere opposto in nessun modo ai cittadini stranieri.

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Links ed articolo sul link originale: http://www.giornalettismo.com/archives/560425/detainee-policies-wikileaks-pubblica-le-regole/

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