Assange incriminato negli Usa

di Stefania Maurizi – 28 febbraio 2012

Le mail dell’azienda di spionaggio privato Stratfor parlano di un atto di accusa segreto già firmato contro il fondatore di WikiLeaks. Un provvedimento che permetterebbe di arrestarlo non appena venisse consegnato agli americani.

Julian Assange«Abbiamo un atto di incriminazione contro Assange coperto dal segreto istruttorio». Gli analisti di Stratfor, la società privata statunitense di intelligence, nelle loro mail più riservate danno corpo a un sospetto che a Washington non hanno mai voluto confermare: è già stato firmato un provvedimento formale contro il fondatore di WikiLeaks, una misura che permetterebbe di arrestarlo e processarlo non appena consegnato alle autorità statunitensi.

L’atto di incriminazione sarebbe stato secretato: un’arma top secret per intervenire contro le fughe di documenti riservati lanciate dalla rete di Assange.

“L’Espresso” pubblica in esclusiva per l’Italia la seconda ondata di file provenienti dagli archivi riservati di Stratfor, un’azienda spesso definita “l’ombra della Cia”, e diffusi da WikiLeaks.

Si tratta di mail in cui gli analisti e le fonti della holding di intelligence privata discutono proprio di Assange e della sua rete. Dialoghi in cui spesso danno solo sfogo al disprezzo contro l’uomo che ha violato i carteggi più segreti del pianeta, dal Pentagono al Dipartimento di Stato. E tra tante mail, una sola era custodita nel forziere informatico più protetto di Stratfor, dove due mesi fa sono penetrati gli hacker di Anonymus.

Si tratta di un messaggio di una riga di fine gennaio 2011, inoltrato per posta elettronica in cui si annunciava «l’atto di incriminazione segreto contro Assange». Seguito dalla richiesta di mettere in sicurezza l’informazione.

Possibile che gli Stati Uniti abbiano già formalizzato le accuse contro Mister WikiLeaks e le tengano nascoste? Gli americani non hanno mai fatto mistero di indagare su Assange, mentre il loro sistema procedurale permette di tenere coperte le incriminazioni fino alla conclusione delle indagini, soprattutto nei casi che hanno rilevanza per la sicurezza nazionale. Come è sicuramente il confronto tra l’amministrazione Obama e Wikileaks.

Il cuore della questione, come si discute in altri file interni di Stratfor, sono i rapporti tra il soldato Bradley Manning, arrestato con l’accusa di avere sottratto i database del Pentagono sulla guerra in Iraq e in Afghanistan. E – come sottolineano due analisti – non è necessario dimostrare un diretto rapporto personale con il soldato per far finire Assange in manette.

Secondo le accuse, Manning dal suo computer in Kuwait è stato capace di sottrarre milioni di file con le comunicazioni più delicate del potere statunitense: dai rapporti sulle operazioni militari segrete alle comunicazioni riservatissime tra le ambasciate.

Tutti materiali che sono diventati di dominio pubblico negli ultimi due anni grazie a WikiLeaks.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/assange-incriminato-negli-usa/2175432

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