Assange e la biografia ripudiata

Il libro della discordia, uscito contro il parere di Assange scava sul personale anziché sulla creazione di WikiLeaks. Invece di focalizzarsi sulle rivelazioni emerse dai cablo l’attenzione finisce sistematicamente dirottata sul gossip intorno al fondatore. Nessuna furbizia pubblicitaria dunque. E l’anticipo è ancora lì

“Non ha neppure letto quello che hanno scritto, figuriamoci se Julian Assange l’ha autorizzato”. Quando nella tarda serata si diffonde la notizia che l’indomani in libreria sarà disponibile l’autobiografia ‘ non autorizzata’ di Assange, nel quartier generale di WikiLeaks la delusione è forte. Solo a un personaggio fuori da ogni schema, come lui, poteva capitare di vedersi pubblicata un’autobiografia non autorizzata: un ossimoro, perché, fino a ieri, nei bookshop di tutto il mondo, c’erano solo o biografie non autorizzate, scritte da un autore diverso dal soggetto in esse ritratto e pubblicate senza il placet dello stesso, o autobiografie, scritte dal protagonista della storia, magari con l’aiuto di un ghostwriter e quindi, per forza di cose, ‘autorizzate’. Ma nel caso del fondatore di WikiLeaks è tutto vero: nessuna furbizia pubblicitaria per lanciare un libro che, all’uscita, si è già conquistato titoli di giornale in tutto il mondo. Julian Assange non si riconosce in questa opera, che pure ha contribuito a creare con l’aiuto del brillante ghostwriter, Andrew O’Hagan. Voleva avere l’opportunità di riscrivere questa prima bozza del manoscritto, ma i tempi di lavorazione si sono dilatati troppo per i bilanci della casa editrice, che già gli aveva versato un generoso anticipo e temeva di veder collassare l’intero progetto rimandato all’infinito, così l’editore è andato avanti senza il suo consenso e, per quello che se ne sa finora, senza neppure quello di Andrew O’Hagan.

Una decisione che ha fatto storcere il naso a tanti, anche a un grande reporter come Nick Davis del Guardian, da mesi ormai ferocemente critico di Julian Assange, dopo che le relazioni tra WikiLeaks e il quotidiano inglese sono degenerate in uno scontro aperto. “Credo che la casa editrice Canongate si sia comportata molto male. Non conosco nessun altro editore che abbia pubblicato un’autobiografia disconosciuta sia dal soggetto che dall’autore”, ha scritto ieri Davis sul Guardian, che ha raccontato come il volume, essendo una bozza, si ferma alla fase della vita di Assange che precede la pubblicazione dei cablo della diplomazia, quindi è palesemente incompleto e “la parte che potrebbe essere più interessante”, ha fatto notare ancora Nick Davies, “è piena di imprecisioni [..] temo che Julian Assange abbia ragione quando dice che Canongate sia colpevole di aver voluto lucrare”, ha concluso Davis. Ma sulle colonne dello stesso giornale, l’editore ha difeso strenuamente la sua scelta: ormai l’anticipo era stato versato, Assange non sarebbe in grado di restituirlo e Canongate aveva già venduto i diritti del libro in tutto il mondo. Per evitare una vera e propria débacle economica, l’editore è uscito comunque con quello che aveva in mano: una bozza.

Contrariamente a quello che è stato scritto, il fondatore di WikiLeaks ha fatto sapere di non aver usato i soldi dell’anticipo: sono congelati sul fondo per le sue spese legali, un conto che è al centro di una controversia che verte sull’onorario dell’avvocato, Mark Stephens, che in un primo momento ha difeso Assange dalle accuse di stupro. Insomma, una faccenda tremendamente complessa come tutte quelle in cui si ritrova sistematicamente il fondatore di WikiLeaks.

La complessità del personaggio è cosa arcinota. Quando si è diffusa la notizia che una casa editrice era interessata alla biografia di Assange, chi lo conosce ha pensato alla celebre frase di Ibsen: “Intendete scrivere la sua biografia? Non ne verrà piuttosto un romanzo?”.

In cosa non si riconosce Assange del manoscritto pubblicato? E’ presto per dirlo, visto che l’opera è appena arrivata in libreria. Ma gli stralci pubblicati dal quotidiano inglese The Independent, che si è accaparrato l’esclusiva dell’anticipazione, danno un’idea dell’impostazione dell’opera. E’ un lavoro che scava a fondo nella storia privata di Julian Assange. La vita da nomade che, da bambino, ha cambiato una trentina di scuole diverse, sia per lo spirito libero della madre sia perché la donna era perseguitata dal compagno, appartenente alla setta australiana “The Family”. Quella vita da fuggiasco deve aver lasciato un segno profondo sul fondatore di WikiLeaks, che non riesce a vivere in nessun paese per lunghi periodi. La sua precedente vita da hacker: Julian Assange è cresciuto leggendo i segreti del complesso militare-industriale degli Stati Uniti, in cui sguazzava. Infine infine le sue ossessioni, le goffaggini, le idiosincrasie e il flirt con le due ragazze svedesi che lo accusano di stupro. Dalle anticipazioni, sembrerebbe un volume che penetra l’intimità del personaggio, più che la creazione a cui Assange ha ossessivamente dedicato la vita: WikiLeaks.

di Stefania Maurizi – 23 settembre 2011

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/assange-e-la-biografia-ripudiata/2162011/11

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